20/11/2003
eh no, vivi, così non si fa.
Preannuncio che domani sera parteciperò alla Blogfest. Purtroppo per voi.E ora passiamo al succo del post: Ehvvivi (al secolo Vitastordita) non puoi fare questo. Questa è slealtà pura. E' un comportamento anti-sportivo, perchè la caccia è una cosa seria.
Mentre parlava con il suo omo (quello che verrà presto sostituito nella sala dei trofei), questo le ha detto di rivolgersi ad un'agenza matrimoniale.
Vivi, non osare. Andare in un'agenzia matrimoniale è come andare a caccia e ammazzare animali legati e addormentati; non si fa; non è leale.
Se vuoi la preda, te la devi sudare, devi andare a caccia. Frequentare l'ambiente giusto, fiutare e puntare la preda. Devi puntarla la preda, conoscere tutto di lei, i suoi punti di forza e di debolezza e poi sferrare l'attacco dando la possibilità alla preda di fuggire o combattere. E se ti sfugge, vuol dire che si è guadagnata il diritto a sopravvivere. Devi guardare la preda negli occhi, nei suoi occhi dilatati dal terrore poco prima che tu con una possente zampata o con un morso gli stacchi la giugulare. Solo così, la preda acquista valore. Devi stenderla con il tuo fenomenale colpo di chiappa come suggerisce Kilo-climb. Devi strapazzare il suo neurone con il tuo temibile colpo della tetta-shake (come suggerisco io).
Insomma, devi sudarti la preda.
Vivi non fare questo, non ricorrere alle vie facili. Non ci deludere.
Bona to vada
PS= nei prossimi post parlerò delle tecniche di caccia di Ehvvivi, ma anche delle prede (le varie tipologie) e degli ambienti. Insomma verrà fuori una puntata degna del National Geographic.
di comgas at 17:33:28
7 Commenti
20/11/2003
Non è maialaggine, darling, è fisica
Ieri, mentre ero in Metropolitana sento un ululato dietro di me: una signora chiamava la figlioletta (cazzo, la figlia avrà avuto 20 anni). Sentivi per tutta la Metropolitana questo urlo: "MARTINAAAAAA...MARTINAAAAAAA.... MARTINAAAAA". Ovviamente la figlia non rispndeva: ci credo, si vergognava a palesarsi, la madre non aveva delle corde vocali, ma un amplificatore da discoteca incorporato (quello stesso che vedi nelle macchine dei tasci o tamarri, ma di questo me parlo in un altro post).Eppure questo ululato ha avuto la capacità di trascinarmi indietro nel tempo e di farmi ripensare ad un'altra Martina. Ma non una qualsiasi Martina, ma una ben specifica Martina: una mia collega di università.
Non eravamo amici, ma qualche volta si usciva in gruppo. Lei stava con un tipo abbastanza normale: lei stessa non era niente di particolare, ma quello che catturava magneticamente lo sguardo erano le sue TETTE. Non mammelle, non seni, ma proprio TETTE. Aveva 20 anni all'epoca: quindi non solo aveva due TETTE (viste le dimensioni delle ghiandole in questione, il termine e la dimensione del carattere devono essere quelli), ma le aveva anche abbastanza alte, anche se su questo punto credo fosse aiutata dal reggiseno push up che gliele strizzava all'insù: non ho mai più visto, infatti, due TETTE che erano situate all'altezza dell'ugola (e lei stava in piedi, non distesa). Una sera, so che aveva litigato ferocemente con il suo ragazzo: aveva saputo che lui non la reputava simpatica o spiritosa, ma stava con lei solo per le sue...(bravi, avete indovinato) TETTE. Il suo ragazzo, insomma, era stato abbastanza stronzetto (non proprio stronzo, ne ho visti di peggiori sia maschi che femmine, sia stronzi, che stornze). Quella sera, lei tra una lacrima e l'altra si confidò e fece una domanda retorica a me e alla mia ragazza: perchè i maschi, di lei, notavano solo le tette? Perchè lo sguardo era attirato solo dal seno?
All'epoca non volli dirle la verità: la consolai e la consiglia su come accalappiare il nuovo ragazzo (lei lo aveva già adocchiato).
La mia ragazza dell'epoca (che invece non aveva un gran seno, anzi tutt'altro), in privato, mi fece la stessa domanda. La mia risposta fu: NON è MAIALAGGINE, DARLING, E' FISICA. Avete presente la legge della gravitazione universale? Due corpi sono attratti da una forza che è proporzionale alla loro massa e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.
Con le tette è la stessa cosa: più massa hanno, più attirano. I maschi ci provano a resistere, ma non puoi contrastare le leggi dell'Universo. Provi a resistere, sudi per lo sforzo, stringi i denti, ma alla fine cedi e il tuo sguardo viene attirato dalle TETTE.
Non è maialaggine, darling, è fisica.
Bona to vada.
A proposito e per la cronaca: a me piacciono sia le donne formose, che quelle magre (con poco seno); sono due tipi di bellezza differente (che non puoi confrontare proprio perchè differente), l'importante è che riescano a trasmettermi qualcosa, perchè l'aspetto fisico ideale non esiste.
di comgas at 16:57:50
3 Commenti