21/01/2004

Post molto lungo sui blog

Immagino che nei prossimi giorni, molti bloggers parleranno dei servizi andati in onda in questi giorni sul tg o nelle trasmissioni radio o pubblicati sui giornali.
Tutto prende spunto da due motivi: il primo è relativo al numero di blog attivi (si parla di 400.000 blog), anche se nessuno considera i blog che ogni giorno chiudono o non vengono più aggiornati. Il secondo motivo è legato al raduno organizzato a Napoli: raduno pubblicizzato come “il primo raduno di bloggers in Italia”. Faccio i miei complimenti alla Galassia Gutenberg: invita Personalità Confusa a parlare sui blog e organizza la festa dimostrando di conoscere bene le regole del marketing (non me ne vogliano i seri professionisti che lavorano in questo campo, perché li rispetto molto): fanno passare per “eccezionale” un evento che c’è già stato. E non mi riferisco alla Blogfest organizzata da Neri a Novembre, ma mi riferisco a tutti i raduni che sono stati organizzati in questi mesi a Milano, Roma e in tanti altri posti.
Non mi piace il sapore che hanno gli interventi dei giornalisti perché dimostrano superficialità non solo verso il mondo dei bloggers, ma verso Internet. Dopo anni, Internet è ancora trattato come un fenomeno che viene da un altro pianeta. Dopo anni, tutto ciò che riguarda Internet e non sono ricerche fatte sulla rete per documentarsi per motivi di lavoro o di studio, viene ancora visto come “un fenomeno”, “una moda”, una “stranezza”, e tutto ciò è triste per chi realizza i servizi e offensivo per chi li guarda. E’ triste per chi li realizza: dimostra di non avere elasticità mentale, e di rimanere attaccato al vecchio. Signori, adeguarsi ai tempi, rendersi conto che tutto è in movimento (“panta rei”, hanno detto in passato persone ben più sagge e intelligenti di me) è nell’ordine naturale delle cose: chi non si evolve, adeguandosi al nuovo, viene scartato. Questo è un processo assolutamente naturale, si chiama evoluzione, e chi siamo noi per volere bloccare questo processo?
E’ offensivo per chi guarda questi servizi: chi confeziona questi servizi pensa che chi lo guarda/legge/ascolta sia talmente decerebrato da potere apprezzare sempre la solita pappa (andate indietro con la memoria, i discorsi che fanno sul mondo dei blog, sono gli stessi fatti per i forum, le chat, le e-mail, gli sms, e altro ancora).
Hanno detto che molti blog sono dei diari personali on-line. E’ vero. Ma anche molti libri che leggiamo/studiamo nascono da spunti personali. Alcuni libri famosissimi sono dei diari, ma siccome usiamo internet allora i diari virtuali hanno meno “valore” e “dignità di esistere” dei diari cartacei (magari scritti da persone un po’ gobbe nate a Recanati, chine sotto la luce di una candela, o concepiti mentre si passeggia in Liguria, come un ben noto filosofo tedesco)?
Ma è anche vero che molti bloggers scrivono blog di commento alle notizie giornalistiche o scientifici. Gli stessi blog “diaristici” contengono questi elementi: nel diario parliamo di noi, parliamo di come ci sentiamo, e tutto questo non è forse influenzato da ciò che ci circonda? Nei diari, non capita di scrivere un commento a qualche notizia di cui veniamo a conoscenza? E questo non è forse una forma di giornalismo?
Si dice che ci si parla addosso, perché alla fine si leggono solo quei blog che piacciono: vero. Ma è lo stesso motivo per cui in libreria compro un libro e non un altro. E non leggo un blogger solo perché è noto, ma lo leggo perché mi piace come scrive. Nei link a fianco non trovate Macchianera, ma lo leggo. Trovate Personalità confusa che forse toglierò. Trovate Black Cat, Tony Maestri, gattostanco, Vitastordita, JPM e altri bloggers che leggo, perché mi piacciono: mi divertono o mi stimolano mentalmente. Non sempre lascio dei commenti, ma cert evolte lo faccio. E qualche volta, mi rispondono. Alla fine della gironata, c’è stato uno scambio di idee. Qualche volta faccio lo scemo: commento firmandomi nanotroll o “gatto di gattostanco” (gattostanco, non lo avevi capito che ero io che mi celavo astutamente dietro quei nick, vero? ;-)))) o in qualche altro modo (ma lasciando sempre i miei dati in modo che si capisca che sono io e sto scherzando). Si dice che i giovani d’oggi non scrivono e non leggono abbastanza: vero, e magari grazie ai blog questa tendenza cambierà. Non scandalizziamoci per le abbreviazioni che si usano per scrivere (il k che sostituisce il ch, nn per non, cmq per comunque e così via), perché la lingua (scritta e parlata) è una cosa viva, che muta con noi. Volete un esempio? Leggete il Manzoni, Verga, Dante e confrontateli con la lingua di oggi. Se conoscete l’Inglese, leggete Shakespeare: rispetto all’Inglese di oggi, è un’altra lingua. Se pensate di andare negli USA e di usare l’Inglese che avete studiato a scuola, scordatevelo: gli statunitensi hanno un loro slang, usano le contrazioni, non usano il genitivo sassone.
Il Blog può essere una chance di migliorare ulteriormente lo scambio di idee, pensieri, ma può anche essere un valido strumento dove sfogarsi, o semplicemente scrivere o dio solo sa per quale altro fine può servire.
E non è un valido strumento perché usato da Luca Sofri, Giulio Mozzi, Neri, Selvaggia Lucarelli e altri ancora. E’ valido, perché è usato dalle persone. Perché la sua esistenza non danneggia niente e nessuno. Perché le persone che lo usano, sono le stesse persone con cui dividiamo questo mondo, forse un pò più vere, perché meno vincolate dai legami invisibili della buona educazione e del pudore.
Gli psicologi dicono che tutto ciò evidenzia una certa forma di esibizionismo: signori, non dovrei essere io a dirvelo, ma l’impulso all’esibizionismo è presente nella psiche umana (come tanti altri impulsi). Dipende da ognuno di noi, quanto questo impulso diventa dominante: perché una persona decide di diventare attore? Penso che nel mestiere di attore vi sia anche una componente esibizionistica. Come anche nel firmare il proprio articolo su un giornale. E se ci sono degli esibizionisti, devono esservi per forza dei voyeur (altra pulsione presente nella nostra psiche). Ovviamente tutto ciò viene mediato da altre pulsioni, dalle convenzioni e così via. Io firmo con il mio nome. Non uso nickname e l’indirizzo di posta che uso è il mio nome e cognome: lo so che questo indica un ego abbastanza grosso, ma lo so. So che il mio ego ha dimensioni cosmiche. E so anche che mi fa piacere se qualcuno mi legge. Ma alla fine cosa è l’esibizionismo o il voyeurismo? Due semplici pulsioni che entro certi limiti vanno bene e sono anzi benefiche: l’esibizionismo ci può pingere a metterci in gioco, mentre il voyeurismo ci può portare ad interessarci a ciò che ci circonda con un occhio diverso. Non sono necessariamente due pulsioni di tipo sessuale (infatti poi gli psicologi specificano dicendo: “esibizionismo a sfondo sessuale”, ecc.). Per cui, signori giornalisti/commentatori/opinionisti e così via dicendo, per una volta, cercate di aprire la vostra mente e pensate che forse internet e ciò che la circonda è un fatto normale: evitate di stupirvi, perché a noi non ci stupite con così poco. Soprattutto, evitate di fare gli snob o classificare dall’alto di un piedistallo: ogni forma di lettura o di scrittura merita di esistere e di avere pari dignità (o vogliamo amcora pensare che Tolkjen è di serie B rispetto a Pirandello, perché uno scrive di Hobbits e l’altro no???).
Bona to vada
di comgas at 11:07:49 10 Commenti
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